UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PISA
Facoltà di Ingegneria
Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale
Corso di laurea in Ingegneria Aeronautica
PROGETTO AERODINAMICO PRELIMINARE
DI UN VELIVOLO ULTRALEGGERO NON CONVENZIONALE
Relatore : Prof. Ing. Aldo FREDIANI
Co-relatori : Prof. Ing. Marco CHIARELLI - Dott. Ing. Raffaele LUGLI
Tesisti : Leone Oronzo e Littera Michele

1. Introduzione
Come ben noto, la resistenza aerodinamica che un corpo incontra movendosi in seno ad un fluido è
dovuta a
diverse cause, quali lattrito fra corpo e fluido, la resistenza di forma (minima nel caso di corpi
aerodinamici e
rilevante nel caso di corpi tozzi), e la resistenza indotta, legata alla generazione di portanza da
parte dellala.
Questultima, in particolare, è strettamente legata alle caratteristiche aerodinamiche e geometriche
del
velivolo, per cui può capitare che velivoli con uguale portanza totale (quindi di ugual peso) abbiano
differente
resistenza indotta.
Nel caso di monoplani, categoria nella quale rientrano tutti i velivoli convenzionali, a parità
di portanza
generata e di apertura alare, quello con minima resistenza indotta (monoplano ottimo) ha una distribuzione
di
portanza ellittica lungo lapertura alare.
Nel caso di biplani, quello con minima resistenza indotta (biplano ottimo) ha la portanza equiripartita
fra le ali e
con distribuzione ellittica su ciascuna di esse. In particolare il biplano ottimo ha resistenza indotta
minore del
monoplano ottimo.
In maniera analoga, esiste un triplano ottimo, con le ali esterne maggiormente caricate di quella interna,
che ha
resistenza indotta minore rispetto al biplano ottimo, e così via.
Secondo Prandtl (1924), il sistema alare di minima resistenza indotta è
equivalente ad un sistema biplano con i seguenti requisiti:
|  | |
Ali di uguale apertura, collegate alla loro estremità mediante paratie verticali
| |  | |
Portanza equiripartita tra le due ali
| |  | |
La distribuzione di portanza sulle due ali orizzontali è la somma di una parte costante ed una
parte
ellittica
| |  | |
La distribuzione di portanza sulle due paratie verticali è simmetrica rispetto al loro assedi simmetria
orizzontatale, in modo tale che la loro risultante sia nulla
|
Tale sistema portante , da Prandtl chiamato Best Wing System, ha resistenza indotta che,
a parità di
portanza totale e di apertura, diminuisce ulteriormente allaumentare della distanza tra le due
ali orizzontali.
Partendo, dunque, da tali conclusioni e considerando che la resistenza indotta non dipende dallangolo
di
freccia dellala, ladozione di una configurazione Joint Wing Aircraft, con ali
a frecce contrapposte
consente di ottenere un velivolo equivalente al Best Wing System di Prandtl, la cui capacità
di ridurre al
minimo la resistenza indotta può permettere di migliorare lefficienza aerodinamica dellala.
Da un punto di vista propriamente strutturale, luso di una simile configurazione, ha il vantaggio
di essere
equivalente ad una doppia trave incastrata ala fusoliera, e lo svantaggio di una rigidezza locale molto
minore
di quella di un monoplano con la stessa superficie alare complessiva. Il tipo di struttura e la complessità
geometrica della stessa, rende molto interessante se non vincolante, luso di materiali compositi,
diffusi ed
utilizzati in campo aeronautico per le loro elevate proprietà meccaniche, resistenza ed efficienza
strutturale.
Da questo complesso di conoscenze è nata lidea di applicare il concetto di Prandtl al progetto
di un velivolo
ultraleggero moderno. Si tratta di
unindagine preliminare, che non pretende di dare una risposta definitiva al problema della convenienza
di tale
configurazione nel campo degli ULM. Tuttavia, le prime risposte che sono derivate dal lavoro condotto
sono
interessanti e stimolanti. Si tratta, infatti, di una configurazione innovativa, molto accattivante
dal punto di
vista del design ed interessante per le prestazioni globali, almeno quelle dedotte dai calcoli condotti.
La prima parte del lavoro è stata incentrata sulla creazione di un modello tridimensionale del
velivolo mediante
luso del software Pro/ENGINEER 2000i, sistema CAD 3D che, essendo di tipo parametrico, consente
di
variare dinamicamente la geometria del velivolo.
Successivamente, tramite il software GAMBIT, sono state preparate le mesh, di superficie del velivolo
e
quelle di volume, necessarie per luso del codice FLUENT con il quale sono state effettuate tutte
le analisi
aerodinamiche delle varie configurazioni proposte, partendo dalle condizioni di crociera per finire
con lanalisi
delle condizioni in configurazione di bassa velocità con flap
estesi.
La scelta della configurazione finale è stata effettuata in base allanalisi dei risultati
ottenuti, rivolgendo
particolare attenzione a quelli relativi alla stabilità del velivolo ed a quelli della configurazione
di bassa
velocità.
2. Architettura del velivolo
Per il disegno del velivolo sono stati fissati alcuni requisiti che la configurazione deve soddisfare:
|  | |
Fusoliera portante
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Configurazione biplana con ali a freccia contrapposte
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Doppia deriva
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Due passeggeri affiancati
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Elica traente posta dietro la cabina tra le due derive
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La fusoliera è stata generata per due passeggeri affiancati. La sezione longitudinale è stata
ricavata a partire
da un profilo aerodinamico, in modo da rendere minima la resistenza di forma e permettere di collocare
lelica
in alto sulla poppa del velivolo. In tal modo la visibilità del pilota è massima e, con lelica
collocata
posteriormente, in alto tra le due derive, sembra naturale sviluppare una configurazione del tipo idrovolante.
La forma della sezione longitudinale nel piano di simmetria z=0, è costituita da un profilo appositamente
studiato ed ottimizzato per un velivolo tuttala presso il Politecnico di Milano (Prof. De Ponte).
Dopo aver
imposto alcuni vincoli geometrici e dimensionali alle sezioni longitudinali e trasversali che costituiscono
la
fusoliera, tramite le feature di modellazione di cui dispone il CAD è stata ottenuta
la fusoliera come si può
vedere in figura seguente

Per quanto riguarda lala, dopo aver confrontato ed analizzato configurazioni alari di altri velivoli
ultraleggeri
esistenti già commercializzati od in fase di avanzata sperimentazione, la scelta del profilo è
ricaduta sul profilo
laminare NACA 642-215. Dopo un attenta designazione delle superfici aerodinamiche,
che, si ricorda, è
completamente parametrizzabile con i parametri geometrici classici delle superfici portanti, è
stata curato
anche il problema delle superfici di
raccordo fra le geometrie create. In particolare è stato posta unattenzione particolare al
raccordo ala-fusoliera
ed ai raccordi delle derive verticali con lala e con la fusoliera; nella figura sotto riportate
si può vedere il
risultato globale della modellazione ed alcuni dettagli dei raccordi,

La geometria finale, è stata di seguito rappresentata attraverso le tre viste principali del velivolo
(trittico), nelle
quali si indicano alcune quote significative per lidentificazione della geometria.


I principali valori che caratterizzano il velivolo sono indicati nella seguente tabella:
| Apertura alare |
9 m |
| Superficie ala anteriore |
4.9 m2 |
| Superficie ala posteriore |
5.4 m2 |
| Superficie totale di riferimento |
13.4 m2 |
| Corda media aerodinamica |
1.35 m |
| Corda radice ala anteriore |
1.2 m |
| Corda radice ala posteriore |
0.9 m |
| Corda tip |
0.3 m |
| Peso massimo al decollo |
450 kg |
| Freccia ala anteriore (L.E.) |
22° |
| Freccia ala posteriore (L.E.) |
24° |
| Angolo diedro ala anteriore |
2° |
3. Modellizzazione fluidodinamica
La trasformazione del modello CAD per effettuare le simulazioni del campo aerodinamico attorno
ad esso
necessita di alcuni step obbligatori. Il primo è limportazione del modello numerico generato
dal CAD in un
software, nel caso specifico Gambit, nel quale verrà generata la mesh, prima di superficie e poi
di volume, che
rappresenta lipotetica camera di prova virtuale allinterno della quale si effettua
la simulazione. Al fine di
snellire il modello numerico della griglia (mesh) e dovendo studiare il moto nel piano longitudinale,
è stato
preso in considerazione solo metà velivolo imponendo successivamente i vincoli di simmetria su
tale piano in
fase di risoluzione.
Il volume di prova, volume della camera di prova a cui viene sottratto il volume del velivolo, delle
dimensioni
di 16 m lungo lasse longitudinale e 10 m lungo lasse trasversale, è riportato nella
figura seguente


4. Analisi di alta velocità
La configurazione di crociera è stata analizzata dapprima per valori dincidenza
a pari a 0°, 1° e 2° ad una velocità di 242 Km/h (67.2m/s). Lincidenza a sintende misurata rispetto allasse
longitudinale del velivolo e non rispetto allasse di portanza nulla del profilo alare mentre le
forze di portanza e
resistenza sono state calcolate, rispettivamente, nella direzione perpendicolare e parallela al flusso.
Con i
valori di portanza ottenuti per le tre incidenze descritte in precedenza si è tracciata la curva
Portanza=f(a)
tramite uninterpolazione lineare dei dati ottenuti da FLUENT. Tramite questa curva è stato
possibile ricavare
sia lincidenza a di trim, che risulta essere di 0.45°, per un peso complessivo del velivolo di 450kg, sia il valore
di CLa che è stato valutato pari a 5.04.
Variando il calettamento reciproco alla radice delle due superfici portanti si è cercata la condizione
di ottimo di
Prandtl, cioè lequivalenza tra la portanza globale dellala anteriore e quella posteriore.
Nella condizione di trim
individuata, lala anteriore genera una forza portante di 1218 N mentre quella posteriore di 1134
N,
avvicinandosi alla condizione di ottimo in cui le due forze si eguagliano.
Nelle immagini seguenti sono riportati i risultati relativi ai campi di pressione e velocità sulle
superfici portanti
e sulla fusoliera nella condizione di trim. In particolare si evidenzia come la sola fusoliera nella
condizione di
trim sviluppi una portanza molto bassa, 123 N, minimizzando così la sua resistenza indotta in volo
di crociera.

5. Analisi di bassa velocità
Lo scopo dei sistemi di ipersostentazione, comè noto, è quello di aumentare il Cl massimo
del velivolo nelle
manovre di decollo e atterraggio, caratterizzate da velocità notevolmente inferiori rispetto a
quella di crociera.
Tali dispositivi, a seconda del velivolo, possono essere presenti sia al bordo dattacco dellala
che al bordo
duscita. Nel presente lavoro è stata adotto un sistema di ipersostentazione che prevedesse
delle appendici
solo al bordo duscita, in linea con la maggior parte dei velivoli ULM esistenti.
Dalla risoluzione del campo aerodinamico con flap estratti, si è potuto ricavare, nella condizione
di volo in cui
a = 10°, il coefficiente di portanza globale del velivolo, pari a 1.165 e la necessaria deflessione
dellequilibratore per mantenere il velivolo trimmato, pari a
de= -9°. In questa condizione di volo, con un concreto margine dallo stallo del velivolo
(almeno 3°), è stata
valutata la velocità di atterraggio pari a circa 22 m/s, pari a circa 80 km/h disponendo di un
concreto margine
dallo stallo che, dalle analisi condotte, dovrebbe avvenire a circa 65 km/h. Tale risultato
è sicuramente passibile di miglioramenti, soprattutto derivati dalladozione di un sistema
di ipersostentazione
più efficace di quello adottato in questa fase preliminare.
Nelle seguenti figure sono riportati i campi aerodinamici e di pressione del velivolo in configurazione
di
atterraggio e quindi con flap estratti a 40°.

6. Conclusioni
Lo studio effettuato tramite il codice CFD ha indicato che lala anteriore ha una maggior efficienza
a parità di
superficie di riferimento rispetto allala posteriore e ciò è dovuto alla presenza degli
effetti induttivi che si
esprimono attraverso il down wash generato dallala anteriore. Attraverso affinamenti successivi
è stata
prodotta una configurazione finale in cui la superficie totale è di 13.4m2 e la fusoliera
ha una sezione
longitudinale costituita da un profilo, tale da minimizzare la resistenza di forma e, inoltre, consentire
la
creazione di un vano tra fusoliera ed ala posteriore tale da permettere il posizionamento del motore.
Una condizione fondamentale è quella della stabilità statica. Il metodo in cui si è ottenuta
tale stabilità è del
tutto nuovo rispetto ad un velivolo tradizionale. La configurazione finale è stabile in modo tale
da rendere
efficace anche quella di bassa velocità con un Cl elevato. Gli sviluppi futuri, vista la dimostrata
competitività
della configurazione esaminata, dovranno riguardare le condizioni di bassa velocità, gli aspetti
strutturali e la
semplicità dei comandi. Questultimi sono temi ancora aperti sui quali sono in corso attività
che hanno preso
spunto da questo lavoro. In particolare è stata avviata la realizzazione di un modello volante
in scala 1:5,
realizzato in similitudine aerodinamica, col fine di testarne le caratteristiche di volo e le prestazioni.

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