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Questi Reports danno spunti relativi allo studio della aerodinamica applicata al profilo aerodinamico ed alla geometria di una ala in legno ed una ala non convenzionale, anche in funzione del numero di Reynolds. Nei velivoli ulm bisogna tener ben in conto dei bassi numeri di Reynolds.


Aerodinamica di strutture lignee centinate ed intelate


Ing. Raffaele LUGLI da Martin H www.mh-aerotools.de

Ala

Introduzione

Nella costruzione amatoriale, i così detti Homebuilt, spesso la tecnologia costruttiva prevede l’utilizzo di strutture alari e di fusoliera le cui superfici aerodinamiche vengano realizzate mediante l’intelatura di uno scheletro costituito da centine, ordinate e longheroni/listelli.

Questa soluzione, usualmente, è economica e semplice da realizzare ed offre strutture di basso peso ma dal punto di vista aerodinamico tale soluzione può evidenziare fenomeni insoliti. Infatti, se in corrispondenza delle centine la geometria del profilo aerodinamico è garantita dalla rigidezza delle centine stesse, altrettanto non si ottiene fra due centine consecutive. In questa zona intermedia si formano, delle “sacche” la cui geometria non è ne controllabile ne conosciuta a priori.

Nel seguito, i dati sperimentali e/o numerici riportati faranno riferimento a bassi numeri di Reynolds e quindi direttamente utilizzabili nel campo del modellismo, in quanto disponibili in letteratura, ma i concetti di base esposti e la procedura di analisi sono estendibili anche ai Reynolds usualmente raggiunti dai velivoli ULM nei tradizionali regimi di volo.

Schematizzazione della Geometria

La tipica architettura strutturale utilizzata, è costituita da centine longitudinali incollate ad un cassone di bordo d’attacco e ad un longherone di bordo d’uscita. Mentre il cassone è rivestito spesso in compensato (betulla, okumè) la rimanente superficie alare è rivestita in un materiale flessibile (Dacron, Tela) supportato solamente dalle centine, almeno nella zona compresa fra il cassone ed il longherone posteriore.

In realtà, la forma della superficie alare compresa fra due centine successive ed in corrispondenza dei box di bordo d’attacco e bordo d’uscita, dipende sostanzialmente dal tipo di materiale utilizzato nel rivestimento.

La via più semplice per simulare la presenza delle “sacche” fra centina e centina è quella di utilizzare un modello semplificato di quello che accade nella realtà (come spesso si fa nell’ingegneria). Sul profilo bidimensionale, la presenza della sacca può essere schematizzata come riportato in figura n°1. Questa sarà la forma del nuovo profilo aerodinamico compreso fra due centine consecutive.

Profilo  di ala intelata
Fig. 1: Sezione alare, si evidenzia la non linearità della distribuzione della sacca lungo la corda.

La presenza delle centine, spaziate lungo la direzione dell’apertura alare, impone all’andamento delle varie sacche una forma del tipo di quella riportata in figura n°2, la forma reale delle sacche, non è quindi costante, ne in apertura ne lungo la corda, il fattore di sacca, sarà quindi compreso fra 0-100%. Nelle successive analisi, riportate in letteratura [1], si è assunto un fattore di sacca massimo del 60% fra due centine consecutive.

Sezione  di ala intelata
Fig. 2: Vista frontale dell’ala, illustrazione della distribuzione delle sacche lungo l’apertura alare

Schematizzazione dell’aerodinamica

Nel seguito verranno descritte due analisi condotte col fine di chiarire alcuni fenomeni aerodinamici legati alla presenza delle sacche fra centina e centina. Si riporteranno inizialmente i risultati di un’analisi tridimensionale e successivamente quelli dell’analisi bidimensionale riportati in letteratura [1].

Analisi Tridimensionale ___________________________________________________

Il modello dell’ala.

Per indagare la distribuzione di pressione tridimensionale sull’ala e la possibilità che si verifichino flussi trasversali (lungo l’apertura alare), è stato modellato un segmento di ala costituito da cinque centine distanziate fra loro del 25% della corda, figura n° 3.

La superficie così impostata è stata utilizzata per creare una griglia su di essa che permettesse la soluzione delle equazioni di Eulero, trascurando gli effetti dello strato limite.

Simulazione  numerica
Fig. 3: Porzione di ala rivestita utilizzata per la simulazione numerica..

Distribuzione di pressioni.

Nella figura n°4 è stato riportato il risultato dell’analisi condotta sul segmento alare all’incidenza di 10°, si possono notare le irregolarità prodotte dalla presenza delle sacche e delle centine. I risultati dell’analisi tridimensionale confermano quanto ricavato da quella bidimensionale riportata successivamente.

Le pieghe esistenti fra le sacche e le centine, creano dei forti picchi di aspirazione che possono essere facilmente individuati nella figura anche in corrispondenza della discontinuità fra il box di bordo d’attacco e bordo d’uscita e la sacca. Dietro la grossa depressione di bordo d’attacco, vi è una zona concava nell’andamento delle pressioni che può comportare un avanzamento della “bolla” di separazione dello strato limite.

Simulazione  numerica e coefficiente di pressione
Fig. 4: Distribuzione del coefficiente di pressione, cp, sulla superficie del segmento alare esaminato a 10° di incidenza. Sono visibili diversi picchi di depressione in corrispondenza delle discontinuità della geometria.

Flusso trasversale

Come evidenziato dalla figura n°4, delle particelle di fluido che si muovono lungo due centine, “vedono” al loro fianco due zone a pressione inferiore, questo introduce nel flusso una tendenza a muoversi verso il centro della sacca. Si genera così un flusso circolatorio trasversale con componenti di velocità molto piccole, circa il 0.25% della velocità di volo. Non è del tutto chiaro cosa si verifichi dentro la bolla di separazione dello strato limite, dove le velocità lungo la corda sono anch’esse piccole e comparabili con quelle trasversali.

Analisi bidimensionale

Partendo dai risultati dell’analisi tridimensionale, è stata condotta una analisi di dettaglio bidimensionale in cui è stato incluso l’effetto della viscosità dell’aria utilizzando il codice numerico XFOIL. L’analisi è stata condotta per lo stesso profilo a due Reynolds diversi, i risultati, in forma grafica sono riportati in figura n°5 e sono commentati di seguito.

Polare
Fig. 5: Polari del profilo MH 42 a differenti fattori di sacca e due diversi numeri di Reynoldds. La linea tratteggiata fa riferimento alla presenza di un turbolatore (T.U.) posizionato al 25% della corda sul dorso del profilo originale.

Caso 1: Re=100'000, incidenza = 3° (Cl = 0.55)

· La curva polare per il profilo originale (0% sacca), evidenzia la dipendenza della separazione laminare ai coefficienti di portanza medi. Questa bolla è presente anche a bassi valori di CL ma è molto contenuta e quindi causa solamente un piccolo incremento di resistenza.

· Incrementando il fattore di sacca al 20%, la resistenza addizionale dovuta alla separazione a bolla decresce e la transizione si muove verso il bordo d’uscita.

· Quando il fattore di sacca è aumentato fino al 40%, la resistenza rimane pressoché inalterata, si evidenzia invece una piccola riduzione della resistenza ai bassi valori del CL.

· Ad un valore del 60% del fattore di sacca, cioè nella mezzeria fra le due centine, la resistenza a bassi valori del CL diminuisce in maniera concreta ma il gradiente di pressione avverso causa una separazione laminare in prossimità del box di bordo d’attacco. Questa, si sviluppa in una bolla di separazione e conseguentemente in una transizione anticipata che causa un incremento di resistenza a valori più elevati del CL

Nel range di valori del CL intorno a 0.55 e Reynolds di circa 100'000, la presenza della sacca non introduce molto disturbo al campo aerodinamico ma agisce invece come un efficiente turbolatore.

Coefficiente  di portanza
Fig. 6: Separazione e transizione laminare-turbolenta della bolla di separazione per il profilo MH 42 a differenti fattori di sacca.Il coefficiente di portanza è approssimativamente costante e pari a 0.55.

Integrando i risultati bidimensionali in uno schema spaziale, si può descrivere la complessità della forma della bolla di separazione indotta dalla presenza della sacca. (figura n° 7).

Coefficiente  di pressione
Fig. 7: Schema della forma della bolla di separazione in strutture che presentano sacche nel rivestimento alare

Nonostante la bolla di separazione laminare si muova ed avanzi, a causa della sacca, di circa il 20% della corda, la variazione del coefficiente di resistenza fra le centine è ridotta. La resistenza del profilo originale decresce allontanandosi dalle centine, poiché la bolla avanza e si assottiglia a causa delle discontinuità indotte dalla presenza della sacca. Avvicinandosi alla mezzeria della distanza fra due centine consecutive, la resistenza aumenta leggermente.

Caso 2: Re=100'000, incidenza=-2° (Cl=0.05)

Riducendo l’incidenza di prova, la bolla di separazione si sposta verso il bordo d’uscita del profilo, figure 8. Un incremento del fattore di sacca sembra avere effetti positivi sulla separazione laminare, che di fatto, pareggiano il disturbo di fattori di sacca superiori al 40%, ai quali lo strato limite laminare si separa praticamente in corrispondenza del bordo d’uscita.


Fig. 8: Posizione della separazione e trnsizione con diversi fattori di sacca

La resistenza complessiva è globalmente ridotta a tutti i fattori di sacca, sorprendentemente anche a valori del 60%. In questi casi, la distribuzione concava delle pressioni sembra essere responsabile del sottile strato limite laminare che si estende fino al bordo d’uscita.

Polare  di profilo alare
Fig. 9: Polare del profilo inalterato (0% sacca) e di quello modificato

Conclusioni

· Non sembra facile trarre conclusioni generali dai risultati riportati in precedenza. Sembra che la presenza delle sacche fra le centine induca un effetto benefico ai numeri di Reynolds esaminati.

· Ad alti numeri di Reynolds il coefficiente di resistenza aumenta per un range ampio del CL.

· E’ importante evidenziare che l’analisi condotta, vale per profili simili a quello esaminato ma non per altre classi di profili che si discostino radicalmente da questo.

· La variazione del coefficiente di resistenza lungo l’apertura alare risulta trascurabile.

· Analisi future potranno investigare valori più elevati del numero di Reynolds onde poter trarre delle conclusioni direttamente applicabili ai velivoli Ultraleggeri o dell’aviazione generale. 

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